Salvia comune

salvia comune
Nome comune
Salvia

Nome scientifico
Salvia officinalis L.

Famiglia botanica
Lamiaceae (sin. Labiatae)

Origine e storia

Originaria del bacino del Mediterraneo.
La Scuola Salernitana (famosa scuola medica del 1300) domandava “Come può morire l’uomo al quale cresce la salvia nell’orto?”, sottolineando perciò la considerazione in cui era tenuta questa pianta officinale.

Utilizzazione

Le foglie sono utilizzate come condimento, in fitoterapia e in liquoristica.
Le foglie contengono un olio essenziale (il prodotto fresco ne contiene 0,2-0,35 % , quello secco 1-2.5 %) i cui principi attivi sono: tujone (fino al 50 %), canfora (circa 8 %), cineolo (circa 15 %), borneolo, tannini, glicosidi, resine, ma anche sostanze fenoliche (carvacrolo, acido rosmarinico). Il tujone e la canfora conferiscono note sgradite; il tujone è tossico per cui si preferiscono chemiotipi a basso contenuto.
Molto usata in cucina. Le foglie, contenendo saponine, sono da sempre usate come dentifricio.
La salvia ha proprietà antidiaforetiche (riduzione dei sudori reumatici e della vampate tipiche del climaterio), disinfettanti, antimicotiche e antibatteriche (grazie al contenuto di sostanze fenoliche) e astringenti (grazie al contenuto in tannini); ha anche azione vitalizzante dell’intero organismo ed è utile nella cura delle debolezze digestive. Utilizzata nella cura di infiammazioni del cavo orale (gengiviti, faringiti), si usa anche per combattere la foruncolosi, la psoriasi ed è un cicatrizzante molto efficace; è utilizzata anche come conservante naturale.
L’olio con le sue proprietà aromatiche è utilizzato nella peparazione di prodotti alimentari e bevande alcoliche.

Diffusione e importanza

In Italia si puo? trovare spontanea generalmente fino 700 m s.l.m. ma può raggiungre anche i 1500 m s.l.m.
In Italia è coltivata su circa 40 ettari soprattutto in Piemonte e Sardegna, ma vi sono modeste coltivazioni anche in altre regioni.

Caratteri botanici

Tipo biologico: pianta perenne, sempreverde; in coltura dura 4-5 anni (eccezionalmente fino a 7-10 anni).

Stelo: a portamento inizialmente ascendente poi prostrato, legnoso, ramificato, alto 40-50 cm.

Foglie: ellittiche o lanceolate, tomentose, opposte, di colore grigio-verde, aromatiche.

Infiorescenze: verticillastri, portanti 5-10 fiori violacei (raramente rosa o biancastri), a fioritura estiva.

Frutto: tetrachenio – 1000 acheni (”semi”)  pesano 6-8 g, capacità germinativa: 3-4 anni.

salvia comune
Salvia comune

 

infiorescenza di salvia
Infiorescenza di salvia

Esigenze pedo-climatiche

Clima
Preferisce clima caldo e soleggiato; soffre il freddo ma anche periodi prolungati di siccità associati ad alte temperature.
Terreno
Si adatta a tutti i tipi di terreno ma preferisce i terreni sciolti, calcarei, ben drenati.

Varietà e/o tipologie commerciali

In Polonia, Svizzera, Israele e Germania sono state selezionate alcune varietà ad uso officinale con particolare attenzione alla composizione e al tenore dell’olio essenziale.
Esistono in commercio anche varietà per uso ornamentale distinte per dimensione, colore dei fiori, forma e colore delle foglie, altezza e diametro della pianta, resistenza al freddo.

Elementi di tecnica colturale

Impianto
Si puo? moltiplicare per seme o talea.
La semina può essere eseguita direttamente in campo o in semenzaio per il successivo trapianto. Per la semina diretta in campo si impiegano circa 10 kg/ha di seme.
Il trapianto, che è la tecnica d’impianto più utilizzata, si effettua generalmente in aprile-maggio al Centro-Nord e da ottobre ad aprile al Sud, utilizzando piantine alte 10-12 cm con 4-5 paia di foglie.
Il taleaggio, poco diffuso, è praticato solo per coltivazioni su piccole superfici; l’impianto delle talee radicate si effettua in fine estate.
L’impianto si effettua a file distanti 50-70 cm con piante distanti sulla fila 30-50 cm per una densità di 4-8 piante per m2.

Cure colturali
Con l’aratura è consigliabile apportare letame (25 t/ha); all’impianto si distribuiscono indicativamente 50 kg/ha di azoto, 100 kg/ha di fosforo e 100 kg/ha di potassio; negli anni successivi si utilizzano 50-100 kg/ha di azoto, di cui metà alla ripresa vegetativa e metà dopo lo sfalcio
L’irrigazione nei nostri ambienti è necessaria sia dopo il trapianto per favorire l’attecchimento delle piantine sia durante il ciclo colturale al fine di assicurare produzioni elevate e costanti.
La coltura si avvantaggia di sarchiature per il controllo delle malerbe.
A partire dalla primavera del 2° anno si esegue il taglio a 8 – 10 cm da terra per favorire un maggiore sviluppo dei ricacci e maggiore concentrazione delle sostanze attive.

Raccolta

Si raccolgono le cimette eseguendo lo sfalcio ad un’altezza da terra di 10-15 cm; comunque dopo la raccolta le foglie devono essere separate dagli steli.
Per uso erboristico la raccolta si effettua in pre-fioritura, mentre per l’estrazione dell’olio essenziale in piena fioritura. Il maggiore contenuto di olio si ha in piena fioritura con raccolta nelle ore più calde della giornata.
Il primo anno si esegue un solo sfalcio a fine estate, mentre negli anni successivi si effettuano due sfalci, uno in maggio-giugno e l’altro in settembre-ottobre.
Le rese dipendono da molti fattori (clima, disponibilità di acqua e di elementi nutritivi…): oscillano fra 15-20 t/ha di prodotto fresco pari a circa 4-8/ha t di prodotto secco; le foglie fresche contengono lo 0,20-0,35% di olio essenziale con una resa in olio di 8-10 kg per ettaro.