Rosmarino

rosmarino
Nome comune
Rosmarino

Nome scientifico
Rosmarinus officinalis L.

Famiglia botanica
Lamiaceae (sin. Labiatae)

Origine e storia

Originario dell’Europa, Asia e Africa, è ora spontaneo nell’area mediterranea.
Il nome del genere deriva dalle parole latine ros (rugiada) e maris (del mare) per associare la colorazione bluastra dei fiori alle onde marine.
Coltivato negli orti e nei giardini fin dall’antichità; i Greci e i Romani lo bruciavano per sprigionare il caratteristico profumo; gli studenti greci si cingevano il capo di ghirlande di rosmarino quando sostenevano un esame.
Era creduto possedere poteri magici e afrodisiaci, utilizzato in filtri d’amore, ricette propiziatorie, soluzioni cosmetiche (es. ”Acqua Celeste” di Caterina Sforza, XV secolo) o tonificanti (es. “Acqua della Regina d’Ungheria” di Isabella d’Ungheria, XVII secolo).
Negli orti benedettini medievali era una delle 16 piante benefiche su cui si basava la farmacopea dell’epoca.
Il rosmarino nella tradizione popolare simboleggia l’amicizia, il ricordo e la fedeltà ed è pertanto indossato dai congiunti nei funerali e dalla sposa nel giorno delle nozze.

Utilizzazione

ll rosmarino ha molteplici utilizzazioni: come pianta ornamentale, pianta medicinale, nell’industria cosmetica, in profumeria, come insettifugo o deodorante; inoltre l’estratto di rosmarino è impiegato anche in campo alimentare come additivo dotato di proprietà antiossidante.
L’olio essenziale contiene pinene, canforene, limonene, flavonoidi, acidi fenolici, tannini, resine, canfora e acido rosmarinico che ha proprietà antiossidanti.
Al rosmarino si riconoscono proprietà digestive, antispasmodiche e carminative (riduce aerafagia e conseguenti coliche); stimola la diuresi e la sudorazione, regola il ciclo mestruale, fluidifica la secrezione bronchiale e seda la tosse.
Per uso esterno è un buon antisettico.
L’olio essenziale ha proprietà stimolanti e rubefacenti utili per il trattamento di contusioni, dolori articolari e muscolari, reumatismi e torcicollo; è molto usato anche in profumeria entrando nella composizione di numerose lozioni, profumi, linimenti, saponi e collutori. In aromaterapia è usato per migliorare la memoria, per la depressione e per alleviare l’emicrania.
In cucina entra come ingrediente aromatizzante di numerosissime ricette.
I fiori del rosmarino, infine, producono molto nettare che attira le api: il miele ha proprietà e sapore eccellenti.
Il rosmarino (specie l’olio essenziale ricco di canfora) è controindicato in persone che soffrono di epilessia; in caso di sovradosaggio, può provocare irritazioni, convulsioni, vomito e principi di paralisi respiratorie.

Diffusione e importanza

In Italia si trova spontaneo dal livello del mare fino a 800 m s.l.m. E’ un componente comune e caratteristico della macchia mediterranea soprattutto su suoli calcarei. La coltivazione occupa nel complesso circa 50 ettari, diffusa soprattutto in Piemonte, Lombardia e Liguria.

Caratteri botanici

Tipo biologico: pianta legnosa perenne, sempreverde.

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Apparato radicale: molto profondo e robusto.

Stelo: ascendente o prostrato; molto ramificato; alto fino a 3 m; di colore grigio-verde

Foglie: piccole; lineari; larghe 2-3 mm e lunghe 15-30 mm; senza picciolo; con pagina superiore di colore verde scuro e lucida e pagina inferiore tomentosa di colore verde-argentato-bianco; ricche di ghiandole oleifere.

Infiorescenze: i fiori sono tipicamente di colore azzurro-violetto ma anche bianchi e rosa, riuniti in racemi ascellari. In Italia fiorisce genralmente in aprile-agosto, ma anche tutto l’anno al sud e nelle isole. L’impollinazione è entomofila.

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Frutto: tetrachenio; gli acheni (“semi”)  sono oblunghi, lisci, di colore brunastro.

Esigenze pedo-climatiche

Clima
Il rosmarino è specie molto rustica che preferisce climi temperati caldi; le giovani piantine sono sensibili al gelo ma la resistenza al freddo aumenta sensibilmente nelle piante adulte; preferisce un’esposizione soleggiata e riparata dai venti freddi.

Terreno
Si adatta facilmente a diversi tipi di terreni, anche a quelli sciolti e rocciosi, con pH da 4,5 a 8,7; su terreni calcarei si ottiene un olio essenziale più “canforato”; su terreni fertili le piante sono molto vigorose ma meno aromatiche. Non tollera i ristagni idrici. Sopporta bene una moderata carenza idrica.

Varietà e/o tipologie commerciali

Sono state selezionate molte varietà aventi diverse caratteristiche morfologiche, fenologiche, agronomiche e fitochimiche utilizzabili per finalità diverse.
Le varietà per uso ornamentale classificate in base alla dimensione, al portamento (ascendente o prostrato), al colore dei fiori (azzurro-violetto, bianco, rosa), intensità di fioritura.

Elementi di tecnica colturale

Impianto
Si può moltiplicare per seme, talea, divisione dei cespi.
La semina si esegue in primavera per ottenere piantine da trapiantare in settembre.
La tecnica di impianto più diffusa è per talea apicale dei giovani getti prelevati in primavera o in fine estate dai rami basali e dalle piante più vigorose.
La divisione della pianta si effettua in primavera.
La messa a dimora si esegue a fila singola (sesto d’impianto di 100 cm x 50 cm) o a fila binata (distanze di 150 cm fra le bine – 30 cm fra le file della bina – 20-30 cm sulla fila).

Cure colturali
Con la prepazione del terreno è consigliabile apportare letame (25 t/ha); all’impianto  si applicano indicativamente 60-80 kg/ha di azoto, 60-80 kg/ha di fosforo, 80-100 kg/ha di potassio; negli anni successivi, dopo i tagli, si distribuiscono 60-80 kg/ha di azoto.
L’irrigazione nei nostri ambienti è necessaria dopo il trapianto per favorire l’attecchimento delle piantine e successivamente dopo gli sfalci di raccolta o come irrigazione di soccorso in periodi siccitosi.La durata media di una coltura è di circa 5-6 anni (fino a 10 anni in condizioni ottimali)

Raccolta

Del rosmarino si utilizzano sia le foglie che i fiori, che vanno raccolti ad inizio fioritura per uso erboristico (da essiccare) e in piena fioritura per l’estrazione dell’olio essenziale dalle cime fiorite fresche.
Nelle coltivazioni professionali la prima raccolta può essere effettuata circa 6 mesi dopo l’impianto; negli anni successivi si eseguono 2 tagli per il prodotto ad uso erboristico e un solo taglio per le produzioni destinate alla produzione di olio essenziale.
Per uso erboristico i rametti con i fiori vanno essiccati appena raccolti, appesi a testa in giù in luoghi asciutti e ben aerati affinché non perdano le loro caratteristiche; una volta essiccati si separano le foglie ed i fiori dallo stelo.
Il rosmarino è meglio utilizzarlo fresco in quanto con l’essiccazione perde buona parte dei suoi principi attivi.
La resa in prodotto fresco varia da 6 a 9 t/ha pari a 1,2-1,8 t/ha di prodotto commerciabile; il contenuto di essenzile delle sommità fiorite e circa 0,6%.