Melissa

melissa
Nome comune
Melissa

Nome scientifico
Melissa officinalis L.

Famiglia botanica
Lamiaceae (sin. Labiatae)

 

Origine e storia

Originaria dell’area mediterranea.
Il nome del genere viene dal greco melissa (ape) perché attira le api; è detta anche limoncella o cedronella perché ha un odore simile al limone (gli inglesi la chiamano lemon balm).

Utilizzazione

Si utilizzano le foglie, che hanno odore simile al limone (lemon balm), in liquoristica, profumeria, fitofarmacia.
Le foglie di melissa contengono:
–    olio essenziale (0.1 % della sostanza secca) contenente geraniale (35–40 %), nerale (30-35 %), cariofillene (8-10%), citronellolo, linalolo;
–    acidi triterpenici (acido ursolico, ac. oleanolico, ac. pomolico);
–    acidi polifenolici (acido rosmarinico, ac. clorogenico, ac. caffeico, ac.ferulico, ac.protocatechico);
–    flavonoidi (luteolina, apigenina, isoquercitina…);
–    tannini;
–    polissacaridi.
Il massimo contenuto di sostanze aromatiche si ha in estate. L’essiccazione diminuisce il contenuto della sostanza attiva.
All’olio essenziale si attribuiscono proprietà sedative, spasmolitiche, antinfiammatorie ed antibatteriche; alle sostanze polifenoliche e ai tannini proprietà antivirali.
Usata contro catarro, febbre, influenza, flatulenza, mal di testa, mal di denti.
Usata come carminativo, diaforetico (favorisce la sudorazione), sedativo.

Diffusione e importanza

In Italia si può trovare spontanea fino 1000 m s.l.m. anche se con l’aumentare della quota diminuisce il rendimento in olio essenziale.
In Italia è coltivata su circa 50 ettari soprattutto in Piemonte, Toscana, Lombardia, Marche, ma vi sono modeste coltivazioni anche in altre regioni. Francia e Israele sono fra i principali produttori.
I prodotti (foglie e olio essenziale) sono destinati prevalentemente in erboristeria e profumeria.

Caratteri botanici

Tipo biologico: pianta perenne, rizomatosa, a portamente eretto; in coltura dura 4-5 anni (eccezionalemnte fino a 10 anni).melissa

Stelo: eretto, pubescente ,a sezione quadrangolare, ramificato, alto 50-90 cm.

Foglie:, ovate, opposte, dentate, con corti piccioli, con peli secretori.

Infiorescenze: verticillate, portate all’ascella delle foglie, con fiori bianchi o rosei. In Italia fiorisce da giugno ad agosto; presenta grande produzione di nettare.

Frutto: tetrachenio – 1000 acheni (”semi”)  pesano 0.5-0.6 g, capacità germinativa: 3-4 anni.

Esigenze pedo-climatiche

Clima
Preferisce climi freschi, umidi e la mezza ombra (non ama l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde della giornata); è sensibile al freddo intenso, agli ambienti secchi ma anche alle nebbie prolungate.
Terreno
Preferisce i terreni profondi, fertili e di medio impasto; si adatta anche a quelli pesanti, purché ben drenati.

Elementi di tecnica colturale

Impianto
Si può moltiplicare per seme, rizoma, divisione dei cespi.
La semina può essere eseguita direttamente in campo o in semenzaio per il successivo trapianto. La semina diretta in campo è poco adottata perché la germinabilità è bassa. Il trapianto, che è la tecnica d’impianto comune, si effettua generalmente a maggio.
La divisione dei cespi può essere fatta su piante di 2-4 anni in inverno-primavera; si pratica solo su impianti di piccole dimensioni in quanto è una tecnica piuttosto costosa.
L’impianto si effettua a file distanti 50-60 cm con piante distanti sulla fila 25-30 cm per una densità di 10-12 piante per m2; sono preferibili le basse densità per un maggiore sviluppo delle foglie basali che hanno una migliore qualità.
Cure Colturali
Con l’aratura è consigliabile apportare letame (25 t/ha); all’impianto si distribuiscono indicativamente 50 kg/ha di azoto, 100 kg/ha di fosforo e 150 kg/ha di potassio; negli anni successivi, alla ripresa vegetativa, si utilizzano 50 kg/ha di azoto, 80 kg/ha di fosforo, 100 kg/ha di potassio.
L’irrigazione nei nostri ambienti è sempre necessaria in particolare dopo il trapianto per favorire l’attecchimento delle piantine e dopo gli sfalci. Il volume d’adacquamento deve essere limitato e preferibilmente sottochioma per ridurre l’insorgenza di malattie radicali e fogliari

Raccolta

Si raccolgono le cimette fiorite eseguendo il taglio ad un’altezza da terra di 10-15 cm.
La raccolta andrebbe eseguita solo nei giorni soleggiati dopo che la rugiada si è asciugata.
Per uso erboristico normalmente si eseguono 2-3 sfalci in pre-fioritura (1° anno un solo taglio; anni successivi due tagli, in giugno e settembre), mentre se si vuole ricavare l’olio essenziale tramite distillazione le piante si raccolgono in piena fioritura.
Subito dopo la raccolta le piante vanno rapidamente essiccate e/o inviate alla distillazione in quanto il prodotto è facilmente fermentescibile e l’olio essenziale è molto volatile.
Le rese oscillano fra 8-12 t/ha di prodotto fresco pari a circa 5-6 t/ha di prodotto secco, ma bisogna considerare che nei primi anni sono notevolmente inferiori. Dal prodotto si può estrarre mediante distillazione l’olio essenziale con una resa di 4-20 kg per ettaro.