Lattuga

lattugaNome comune
Lattuga

Nome scientifico
Lactuca sativa L.

Famiglia botanica
Asteraceae (sin. Compositae)

Origine e storia

Il centro primario di origine sembra il Medio-Oriente.
Si ipotizza che la specie coltivata sia derivata dalla specie selvatica Lactuca serriola L. che era coltivata per foraggio e per olio già ai tempi degli Egizi. Ci sono evidenze archeologiche da pitture trovate in tombe egizie che era coltivata prima del 4500 a.C. Gli Egizi attribuivano alla lattuga selvatica effetti afrodisiaci.
La coltivazione si diffuse in tutto il Mediterraneo con i Greci e i Romani e poi nel resto d’Europa. I Romani la chiamavano “lactuca” in riferimento al latice bianco che fuoriesce dallo stelo tagliato; il latice lasciato asciugare assume colore bruno e viene chiamato “lattucario” o “oppio di lattuga” perché esercita una blanda azione sonnifera.
Nel Nuovo Mondo la coltivazione è stata registrata per la prima volta dal 1494.

Caratteristiche nutrizionali

La lattuga, come altre insalate (cicorie, endivie) è molto ricca in acqua (95%) e nella dieta apporta soprattutto fibra, sali minerali (soprattutto potassio, calcio, fosforo, magnesio) e vitamine (principalmente C, A, folati e K); ha un bassissimo contenuto di carboidrati e grassi.
In particolare la fibra oltre a regolarizzare la funzione intestinale contribuisce a raggiungere il senso di sazietà durante i pasti aiutando a limitare il consumo di alimenti ad elevata densità energetica; inoltre sembra svolgere un ruolo positivo nel mantenere sotto controllo i livelli di glucosio e colesterolo del sangue.
La lattuga, inoltre, contiene numerose molecole bioattive (carotenoidi, clorofille, polifenoli…) che hanno effetti positivi sul miglioramento dello stato di salute e di benessere e/o per la riduzione del rischio di malattia: rallentano l’invecchiamento cellulare combattendo i radicali liberi; rinforzano le difese immunitarie; migliorano le funzioni intestinali; proteggono dalle patologie a carico del sistema cardiocircolatorio. In particolare la lattuga contiene luteina e beta-criptoxantina (carotenoidi che aumentano e potenziano le difese immunitarie, proteggono dai raggi solari, hanno attività antiradicalica e proteggono contro alcuni tumori) e flavonoli (polifenoli con funzioni antiossidanti, chelanti dei metalli, azione antinfiammatoria, antibatterica e antivirale).

Diffusione e importanza

Nel mondo si coltivano oltre 1 milione di ettari di lattuga e cicoria con una produzione oltre 24 milioni di tonnellate (dati FAO aggregati). I maggiori produttori di lattuga sono Cina (51% della superficie e 54% della produzione totale mondiale), seguiti dagli USA (17%), India, Italia e Spagna.
In Italia si coltivano circa 17.000 ha in piena aria e 4.000 ha in serra con una produzione complessiva di circa 500.000 t. Le produzioni sono particolarmente diffuse in Puglia (27%), Sicilia (13%), Campania (10%), Emilia-Romagna (9%) e Lazio (8%).
La lattuga è destinata al mercato fresco e la preparazione industriale di “insalate di IV gamma”.

Caratteri botanici

La specie Lactuca sativa L. presenta diverse varietà botaniche:
– var. capitata (L.) Janchen: lattuga cappuccio con foglie lisce a margine intero che formano una palla (grumolo) centrale;
– var.  crispa L.: lattuga a cappuccio a foglia riccia  con foglie bollose, a lamina ondulata, margine frastagliato o ricciuto, che formano una palla (grumolo) centrale;
– var. longifolia (Lam.) Janchen: lattuga Romana con foglie lunghe , costolute, assurgenti che formano un cespo aperto o semichiuso;
– var. acephala Dill.: lattuga da taglio con foglie  lisce o rocciute, assurgenti;
– var. angustana Auct.: lattuga asparago  da stelo.
Tipo biologico: pianta erbacea annuale.
Apparato radicale: fittonante, piuttosto superficiale (la maggior parte esplora i primi 30 cm di terreno), con numerose ramificazioni laterali.
Stelo: è molto breve.
Foglie: sono di forma, dimensione, numero e portamento variabili secondo la varietà botanica.
Infiorescenza: si forma al secondo anno, soprattutto sotto lo stimolo della temperatura e del fotoperiodo: la lattuga è specie longidiurna anche se le varietà botaniche presentano differente sensibilità alla lunghezza del giorno (L. s. var. capitata < longifolia < crispa).
I fiori, piccoli, ermafroditi, con petali di colore giallo o giallastro, sono riuniti in capolini portati da uno scapo fiorale, dotato di brattee, molto ramificato, alto fino a 150 cm. La specie è autogama (autofecondazione) con circa il 6% di allogamia (fecondazione incrociata).
Frutto: è un achenio (impropriamente detto “seme”), dotato di pappo, ovale, leggermente arcuato o quasi lineare, di colore (dal grigio chiaro al bruno scuro) e peso (1,0-1,5 g / 1000 acheni) variabili secondo la cultivar.

seme di lattuga
Semi di lattuga (da Wikipedia)

Esigenze pedo-climatiche

Clima
Le lattughe hanno basse esigenze termiche (vedi tabella): crescono con temperature almeno di 5°C ma non hanno grande resistenza al freddo (solo fino a pochi gradi sotto lo zero) anche se il miglioramento genetico ha selezionato varietà sempre più resistenti (destinate soprattutto per colture autunnali e invernali). Pertanto, In Italia le lattughe vengono coltivate in pieno campo durante la primavera, l’estate e la prima parte dell’autunno al centro- nord ed in inverno solo al Sud e in alcune aree del Centro.
Grazie alla diffusione della coltura protetta (tunnel o serre) la lattuga è oggi coltivata durante il periodo autunnale e invernale in molte aree dell’emisfero nord, cosicché, con l’opportuna combinazione di varietà, zone di coltivazione e mezzi di protezione, la produzione ed il consumo delle lattughe è completamente destagionalizzato.esigenze termiche lattuga - tabella

Terreno
La lattuga si adatta a tutti i tipi di terreno anche se preferisce quelli ben drenati, con buon contenuto di sostanza organica, con pH tra 6 e 7. Ha elevate esigenze idriche. E’ sensibile alla salinità.

Varietà e tipologie commerciali

Il panorama varietale delle lattughe è vastissimo. Le principali e più diffuse tipologie commerciali sono le seguenti:
cappuccio: forma un cespo compatto a fondo piatto, con foglia liscia, margine intero, generalmente tenera, di colore verde più o meno scuro;

lattuga cappuccio
Lattuga cappuccio

romana: a foglie allungate, con nervatura centrale molto evidente, a foglia croccante e consistente;

lattuga romana
Lattuga romana

iceberg (detta anche “brasiliana” ): a foglie con margine frastagliato, forma un cespo compatto, sferico (si commercializza eliminando le foglie più esterne);

lattuga iceberg
Lattuga iceberg

batavia a foglie verdi (bionda) e a foglie rosse (conosciuta come tipologia Canasta): a cespo più o meno aperto, bollosa, con margine un po’ frastagliato; a questo gruppo appartengono le tipologie gentilina (verde chiaro, aperta, finemente bollosa, afondo convesso), trentina (rossa), triestina, agostana…;

lattuga gentilina
Lattuga gentilina

foglia di quercia verde (bionda) e rossa: cespo denso a fondo piatto con foglie di forma caratteristica simile a quelli di una quercia;

lattuga a foglia di quercia
Lattuga a foglia di quercia

lollo verde (o bionda) e rossa: cespo sferico, denso, con foglie più o meno ricce, molto rustica;

lattuga lollo rossa
Lattuga lollo rossa

barba dei frati (detta anche barbina) verde e rossa: a cespo eretto, foglie appuntite e lobate;

lattuga barba dei frati
Lattuga barba dei frati

lattughina da taglio

lattughina da taglio
Lattughina da taglio

Le diverse cultivar, per lo più ibridi F1, sono selezionate per i seguenti caratteri:
– dimensioni e compattezza cespo;
– rispondenza delle caratteristiche morfologiche secondo la tipologia desiderata;
– resistenze e/o tolleranze alle seguenti avversità biotiche ed abiotiche: peronospora (Bremia lactucae) razze 1-26; virus (es. LMV = Lettuce Mosaic Virus); altre malattie fungine (es. Alternariosi…); tip burn (necrosi del margine fogliare, fisiopatia non parassitaria); pre-fioritura;
– adattamento a variabili ambienti di coltivazione;
– produttività;
– destinazione del prodotto (mercato fresco, IV gamma).

La scelta della varietà più adatta all’ambiente e all’epoca di coltivazione è molto importante non solo per la resistenza alle più comuni malattie (peronospora, virosi, marciumi, afidi..) (più resistenze meno trattamenti!) ma anche per evitare una indesiderata salita a fiore (la pre-fioritura è favorita da alte temperature e giorno lungo).

Elementi di tecnica colturale

Impianto
Tutte le lattughe, ad eccezione di quelle da taglio, generalmente si trapiantano. E’ bene utilizzare piantine piuttosto compatte, non eziolate, non troppo tenere e acquose, con un giusto equilibrio tra apparato radicale e foglie, con 2-3 foglie per impianti in primavera-estate-inizio autunno (quando le temperature sono più favorevoli) e con 4-5 foglie per impianti quando le temperature sono più basse (tardo autunno-inverno). E’ inoltre importante che le piantine siano immuni da malattie. Le piantine devono essere trapiantate interrando tutto il pane di terra.
La distanza tra le file ed il numero di piante per m2 dipende dalla grandezza del cespo: indicativamente secondo il tipo, la varietà e la stagione, le file sono distanti circa 30 cm e le densità variano da 7 (es. lattuga romana, iceberg) a 14 (es. cappuccio, batavia, lollo) piante per m2.
Le lattughe esigono che il terreno non abbia ristagni idrici: per favorire lo sgrondo dell’acqua coltivare su prode leggermente rialzate.
Si consiglia di pacciamare la lattuga con film plastici neri che impediscono lo sviluppo di malerbe, favoriscono il riscaldamento del terreno e una precocizzazione della produzione e garantiscono una maggiore pulizia del cespo in quanto non vengono a contatto con il terreno.
Protezione dal freddo
In piena aria, per proteggere le piante dal freddo con i trapianti precoci di fine inverno–inizio primavera possiamo ricoprirle con tessuto non tessuto che è molto leggero e perciò non impedisce alle piante di crescere al di sotto, è permeabile all’acqua ma evita l’azione battente della pioggia molto intensa che può rovinare le foglie e favorire il loro imbrattamento con gli schizzi di terra.
Concimazione
Non bisogna eccedere nella concimazione azotata perché le insalate tendono fisiologicamente ad accumulare nitrati che dopo l’ingestione contribuiscono a formare nitrosammine tossiche.
Irrigazione
Irrigare frequentemente e con bassi volumi così da mantenere sempre umido il terreno (la lattuga ha grande traspirazione di acqua dalle foglie ma apparato radicale poco sviluppato e poco efficiente) stando attenti ad evitare ristagni; preferire l’irrigazione localizzata (quella a pioggia bagna il fogliame e predispone a malattie fungine).

Raccolta

Negli orti familiari e nelle coltivazioni professionali poco estese la raccolta si fa a mano tagliando il cespo a filo terra.
Esistono anche macchine raccoglitrici automatiche per coltivazioni su ampie superfici.