Fragola

Appetizing strawberry. Isolated on a white background.
Nome comune
Fragola

Nome scientifico
Fragaria x ananassa – fragola coltivata
Fragaria vesca – fragola di bosco

Famiglia botanica
Rosaceae

Origine e storia

Sono state trovate tracce fossili di fragola spontanea risalenti al periodo interglaciale e neolitico.
Al tempo dei Romani la fragola era conosciuta per la sua delicata fragranza con il nome di fragum, dal verbo fragare, dare buon odore, profumare (la parola latina sembra derivare dalla radice sanscrita ghra, “fragranza”). Si trattava in realtà della fragola di bosco, Fragaria vesca (vesca sembra provenire da vescor : mangiare, gustare).
La fragola coltivata ha origine invece dall’incrocio fra specie provenienti dall’America (Fragaria virginiana e F. chiloensis) che cominciarono a giungere in Europa subito dopo la scoperta del Nuovo Continente.
Fragaria virginiana (originaria della Virginia nell’America del Nord, con frutti grossi e acheni infossati) pare sia arrivata in Gran Bretagna e poi portata in Francia. Nel 1712 Frézier, un ufficiale francese, al ritorno da una spedizione in Cile, riportò piante della specie Fragaria chiloensis (con frutti grossi e acheni superficiali) che mancando di polline furono fecondate utilizzando piante di Fragaria virginiana. Iniziarono così le prime ibridazioni dalle quali sono nate le fragole che oggi deliziano le nostre tavole.
Il nome scientifico attuale della fragola coltivata è Fragaria x ananassa (la nomenclatura botanica internazionale vuole che gli ibridi si indichino con un segno di moltiplicazione tra il nome del genere e quello della specie. Fragaria ananassa era classificata la fragola dal botanico Duchesne nel 1766 in virtù della somiglianza del frutto con l’ananas, sia per la forma che per il sapore).

Caratteristiche nutrizionali

Le fragole contengono il 90% di acqua ed hanno un basso contenuto di energia (apportano solo 30 kcal /100 g). Contengono circa il 5% di zuccheri solubili ed hanno un elevato contenuto in potassio, calcio e vitamina C.
La fragola contiene, inoltre, acido folico (importante nella prevenzione di alcune malformazioni neonatali), acido ellagico (ha azione protettiva nei confronti di alcune forme tumorali soprattutto all’esofago), fibre e pectine. E’ anche ricca di alcuni polifenoli (antiossidanti).

Diffusione e importanza

L’ Italia è uno dei principali produttori mondiali di fragole (dopo USA, Polonia, Spagna e Giappone), coltivate per lo più in coltura protetta (serre e tunnel)  tanto nel sud quanto nel nord del Paese.
Le coltivazioni di pieno campo ammontano a circa 4’000 ha (di cui 17% in Sicilia e 16% in Emilia Romagna) mentre quelle in coltura protetta a circa 8000 ha (di cui il 75% circa in Campania).

Caratteri botanici

Appartiene alla famiglia delle Rosacee, è costituita da molte specie e ibridi, diffusi nel mondo in tutte le zone temperate e tropicali.
– Fragola coltivata: Fragaria x ananassa (ibrido fissato tra Fragaria virginiana e F. chiloensis);

fragola coltivata, fragaria x ananassa
Fragola coltivata

– Fragola di bosco: Fragaria vesca L. (altre specie spontanee F. viridis Duchesne, F. moschata Duchesne).

fragola di bosco, fragaria vesca L.
Fragola di bosco

La fragola è una pianta erbacea perenne, provvista di stoloni (fusti striscianti).

pianta fragola con radici
Pianta della fragola

Presenta un apparato radicale di tipo fascicolato, cioè costituito da radici primarie e secondarie che si originano direttamente dalla base del fusto (colletto) alla base di ogni foglia. Le radici sono molto superficiali.

Il fusto (detto anche cespo o corona) è molto breve (2-3 cm), epigeo; è di consistenza erbacea quando la pianta è giovane e man mano che essa invecchia tende a lignificare e diventare semilegnoso.

Le foglie, portate su piccioli di lunghezza variabile, sono generalmente composte da tre foglioline che presentano bordi dentati, caratteristici per ogni varietà, tutte inserite sullo stesso livello e disposte a ventaglio (foglie palmate). All’ascella delle foglie si formano gemme vegetative e riproduttive da cui si originano altri cespi, stoloni o infiorescenze.

I fiori sono bianchi, generalmente ermafroditi, lungamente peduncolati, portati in infiorescenze ramificate.

fiore fragola
Fiore della fragola

Il frutto è in realtà un “falso frutto” in quanto costituito dall’ingrossamento del ricettacolo mentre i veri frutti sono gli acheni di colore verde, giallo o rosso (chiamati semi), che sono inseriti sulla superficie dell’epidermide. La forma del frutto cambia a seconda della varietà (conica, conico-allungata, conico-arrotondata, cuoriforme ecc.). Il colore può variare dall’aranciato, al rosso vivo, al rosso scuro.

frutto fragola
Frutto della fragola

Esigenze pedo-climatiche

La fragola ha grande capacità di adattamento ad ambienti diversi.
Durante il riposo vegetativo invernale ha grande resistenza al freddo. Un certo periodo di freddo invernale è necessario per passare alla fase riproduttiva (comunque variabile in funzione della varietà). Il fabbisogno in freddo può essere soddisfatto prima o dopo il piantamento o anche dalla frigo-conservazione delle piantine utilizzate per l’impianto. Le cultivar adatte agli ambienti meridionali hanno in generale bassa esigenza in freddo. La temperatura minima per la crescita è intorno a 5°C, quella ottimale 18-22°C di giorno e 10-13°C di notte.
Con l’abbassarsi della temperatura e della luminosità e la diminuzione delle ore di luce la pianta entra in quiescenza.In Italia dopo la fruttificazione si ha la massima crescita e allungamento degli stoloni; la produzione di stoloni è in antagonismo con l’accrescimento delle altre parti della pianta e con la produzione di frutti. Se gli stoloni vengono lasciati crescere indisturbati la pianta madre nella stagione successiva fornisce una minore produzione con frutti più piccoli. Il fotoperiodismo ha un ruolo importante nel processo di fruttificazione e formazione degli stoloni. Per la fruttificazione le cultivar possono essere a giorno corto, lungo e neutro.
Le cultivar unifere a giorno corto, che fioriscono una sola volta in primavera, differenziano le gemme in autunno quando anche la temperatura si abbassa. Generalmente le gemme neutre (non differenziate) si evolvono a fiore dopo che la pianta è stata sottoposta a giorni corti e temperature minori di 20-22°C per circa un mese; quanto più lungo è il periodo di giorni corti con temperature idonee tanto maggiore è la produzione. Con l’aumento delle temperature in primavera le gemme differenziate in autunno ingrossano ed emettono le infiorescenze.
Le cultivar rifiorenti a giorno lungo formano gemme a fiore durante l’estate.
Le cultivar rifiorenti a giorno neutro sono indifferenti alla lunghezza del giorno e continuano a fiorire fino a quando la temperatura si abbassa ed arresta l’attività vegetativa.
L’impollinazione può essere sia anemofila che entomofila.
Terreno.
Preferisce terreni sub-acidi (pH 5.5-6.5 ma tollera fino a pH 7.5 in un buon terreno agrario), sciolti e con elevato contenuto in sostanza organica ma è possibile ottenere ottimi risultati in quasi tutti i tipi di terreno purché ben lavorati e preparati. E’ facilmente soggetta a clorosi ferrica.
Necessita di acqua in quantità moderate ma costanti durante tutto il suo ciclo colturale (ha un apparato radicale superficiale e poco efficiente). Necessità di acqua più elevate sono richieste per la fase post- trapianto e durante la produzione dei frutti. Non sopporta i ristagni idrici.

Varietà

Sono raggruppate in varietà unifere e rifiorenti.
Varietà unifere: fanno parte di questo gruppo la quasi moltitudine delle varietà coltivate nel mondo. Fioriscono a seconda della latitudine in primavera e producono per circa 20 giorni. Se spostate a sud il periodo produttivo si allunga fino a 60-90 giorni.
Varietà rifiorenti: le varietà rifiorenti sono dette anche a “giorno neutro”, ciò perché a differenza delle varietà unifere, sono insensibili al fotoperiodo. Il fotoperiodo influenza l’epoca di emissione dei fiori nella pianta di fragola. Le varietà rifiorenti, in normali condizioni di temperatura, emettono nell’arco dell’anno continuamente fiori. Cosi si ottiene una produzione diluita nel tempo e non stagionale come con le varietà unifere. Le varietà rifiorenti se coltivate per esempio in serra calda od in casa producono frutti anche in inverno, stagione in cui non è possibile produrre fragole se le piante sono coltivate in ambiente esterno (es. impianti professionali, orto, giardino, terrazzo). L’entrata in produzione avviene 90 giorni dopo la piantagione.

Elementi di tecnica colturale

Impianto
Le varietà unifere si piantano generalmente in estate (luglio-agosto) a partire da piante frigoconservate (estirpate in inverno, in piena dormienza, ripulite, selezionate, calibrate e conservate in frigorifero a -1 / -2°C) o piante “fresche o vegetanti”.Le varietà rifiorenti possono essere impiantate in ogni periodo dell’anno.E’ preferibile impiantare la fragola su prode baulate che favoriscono lo sgrondo dell’acqua ed evitano ristagni idrici.
Si consiglia di pacciamare la fragola con film plastici neri che impediscono lo sviluppo di malerbe, riducono i marciumi dei frutti, ne garantiscono una maggiore pulizia in quanto non vengono a contatto con il terreno e favoriscono il riscaldamento del terreno con una anticipo di maturazione. Si adottano generalmente film plastici preforati, a fila binata, con distanze tra le file della bina di 0,30-0,35 m e distanze sulla fila di 0,25-0,35 m. Le prode distano generalmente 1,20 m (da centro a centro) con passaggio di 0,50-0,60 m (densità d’impianto di 4-5 piante per m2).
Concimazione
Gli apporti di sostanza organica e di elementi fertilizzanti devono essere valutati attentamente in base alla fertilità e dotazione del terreno, alle esigenze della varietà ed al tipo di coltivazione.  La fragola si avvantaggia molto della letamazione e della concimazione potassica (migliora le caratteristiche qualitative dei frutti).  L’azoto è importante soprattutto nel periodo successivo alla piantagione per favorire una crescita vegetativa ottimale ed una buona produzione di fiori. Alla ripresa vegetativa primaverile evitare eccessi di azoto perché peggiorano la qualità delle fragola (minore sapore, consistenza e grado zuccherino, maggiore suscettibilità ai marciumi).
Cure colturali
Per migliorare la qualità della pianta è consigliabile togliere i primi fiori. Ciò consente di irrobustire la pianta e di avere produzioni più abbondanti.
Nel periodo autunnale le piante mettono stoloni che è opportuno asportare con diversi interventi manuali in quanto influenzano negativamente la produttività.
Alla ripresa vegetativa primaverile l’asportazione manuale delle foglie (si lasciano solo quelle più verdi e attive) riduce eventuali focolai di infezioni fungine e le forme svernanti di insetti ed acari presenti sul fogliame.

Raccolta

La fragola è raccolta nei seguenti periodi:
– da metà febbraio a metà maggio per le colture protette a seconda della latitudine;
– da metà aprile fino a metà giugno per le colture in pieno campo;
– in autunno per le produzioni fuori stagione ottenute con piante frigoconservate di varietà unifere;
– dalla primavera all’autunno con varietà rifiorenti.
La fragola deve essere raccolta con il calice ed il peduncolo ancora attaccati al frutto; devono essere sode e di colore rosso uniforme. Nel caso in cui presentino parti bianche o verde chiaro, significa che sono ancora acerbe; se invece sono di un rosso scuro vuol dire che sono troppo mature.